- TITOLO ORIGINALE: DARIN IN ZA FURANKISU;
- PUNTATE: 24;
- ANNO: 2018;
- GENERE: ANIMAZIONE;
- VOTO: 8,5.
Dopo aver visto diversi anime in stile medieval-fantasy, sentivo il bisogno di cambiare completamente atmosfera. Avevo voglia di uno sci-fi che fosse diverso, qualcosa fuori dagli schemi e così, quasi per caso, mi sono imbattuto in Darling in the FranXX, diretto da Atsushi Nishigori, una serie di 24 episodi che, fin da subito, mi ha catturato. E lo dico senza troppi giri di parole, è stato un viaggio intenso.
Trama
La storia è ambientata in un futuro lontano, dove l’umanità sopravvive in strutture chiamate Plantation. Gli adulti vivono isolati, mentre i bambini vengono “creati” e addestrati con uno scopo preciso, pilotare i FranXX, giganteschi robot progettati per combattere misteriose creature chiamate Stridiosauri. I FranXX hanno una particolarità, per essere pilotati necessitano di una coppia composta da un ragazzo e una ragazza, creando un legame unico tra i due piloti. Il protagonista è Hiro, membro della Squadra 13, un tempo considerato promettente, ma ormai incapace di pilotare. La sua vita cambia quando incontra Zero Two, una ragazza enigmatica con due corna rosse e una fama inquietante, perché si dice che i suoi partner non sopravvivano a lungo. Zero Two lo chiama subito “Darling” e da quel momento si crea un legame speciale tra i due. Quando la Plantation viene attaccata da uno Stridiosauro, Hiro decide di salire a bordo del FranXX Strelizia insieme a Zero Two. Da quel momento inizia non solo la loro battaglia, ma anche un percorso che porterà alla luce verità molto più profonde…
Impressioni
Darling in the FranXX è una serie che sorprende. All’inizio si presenta come un classico sci-fi con robot e battaglie, ma già dopo pochi episodi si capisce che c’è molto di più sotto la superficie. La trama si sviluppa in modo progressivo e nelle ultime puntate prende una direzione che riesce davvero a spiazzare. Uno degli elementi centrali è la relazione tra Hiro e Zero Two. È una dualità costante, quasi simbolica, perché il numero “due” sembra rappresentare qualcosa di più profondo, come se ogni cosa nella storia fosse legata a un equilibrio tra opposti. Per buona parte della serie si segue la crescita dei ragazzi della Squadra 13, i loro rapporti, le difficoltà e i combattimenti contro gli Stridiosauri. Poi, improvvisamente, la storia si espande e inizia a rivelare verità sulle origini dei personaggi, dell’umanità stessa e dei nemici. Il risultato è una narrazione densa, che mescola azione, introspezione e una forte componente emotiva. Il paragone con Neon Genesis Evangelion viene quasi naturale, alcuni elementi ricordano chiaramente quell’opera, ma senza risultare una copia, anzi tutt’altro, Darling in the FranXX riesce comunque a mantenere una propria identità. I personaggi della Squadra 13, nel complesso, risultano un po’ stereotipati, ma funzionano nel contesto. A emergere davvero sono Hiro e soprattutto Zero Two, che è senza dubbio il cuore della serie. Lei è dolce e spietata allo stesso tempo, fragile ma determinata, e la sua evoluzione è uno degli aspetti più riusciti dell’anime.
Conclusione
Darling in the FranXX è un anime che va oltre le apparenze. Parte come uno sci-fi d’azione e si trasforma in una storia intensa, fatta di amore, identità e ricerca di sé. Non è perfetto, ma è capace di lasciare il segno. Devo ammetterlo, dopo l’ultima puntata mi è rimasto qualcosa dentro, una sensazione difficile da spiegare, ma che solo alcune serie riescono a dare. E questo, per me, basta.
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Revisione della recensione: 29-03-2026.
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