- TITOLO ORIGINALE: GEKIJOBAN SHITI HANTA: ENJERU DASUTO;
- REGIA: KAZUYOSHI TAKEUCHI;
- DURATA: 95MINUTI;
- ANNO: 2023;
- GENERE: AZIONE;
- VOTO: 7,5.
Dopo un po’ di tempo mi sono deciso a guardare City Hunter: Angel Dust, giusto per rivedere, ancora una volta, il grande Ryo Saeba in azione. Non mi aspettavo però alcune entrate in scena davvero memorabili, capaci di unire più universi in uno solo. Ritrovare Ryo, Umibozu e le mitiche Occhi di Gatto è stato come tornare indietro nel tempo.
Trama
Ryo Saeba e Umibozu si uniscono alle tre Occhi di Gatto per recuperare un prezioso quadro appartenente alle sorelle, ma durante l’operazione entra in gioco una figura misteriosa che ruba una valigetta. Tutto sembrerebbe concludersi lì e invece dietro quel furto si nasconde un segreto pericoloso, la “Angel Dust”, una nanotecnologia sperimentale capace di potenziare le capacità umane fino a livelli sovrumani, ma con conseguenze letali per chi la assume.
Nel frattempo, Ryo e Kaori vivono la solita routine fatta di poco lavoro, guadagni scarsi e goffi tentativi di flirt da parte di Ryo. Le cose cambiano quando una influencer straniera, Angie, si presenta al loro ufficio chiedendo aiuto per ritrovare il suo gatto scomparso. Quello che sembra un lavoretto semplice si trasforma presto in qualcosa di molto più serio, portando i protagonisti a scontrarsi con il misterioso Mayor, uomo corrotto e pericoloso, e a scoprire la vera identità di Angie.
Impressioni
City Hunter: Angel Dust è il terzo film tratto dal celebre anime cult degli anni ’90, un titolo che ha segnato un’intera generazione e che, ancora oggi, riesce a intrattenere con il suo mix perfetto di azione, commedia e poliziesco vecchia scuola. La trama, pur essendo piuttosto prevedibile, funziona e mantiene l’essenza del City Hunter originale, tra sparatorie spettacolari, umorismo sopra le righe e momenti più malinconici che emergono qua e là tra un colpo di pistola e una gag. Il personaggio di Angie, sebbene interessante, risulta altalenante, perché la sua costruzione narrativa è un po’ forzata, oscillando tra femme fatale e vittima del sistema, senza mai trovare un equilibrio completo. In compenso, rivedere Ryo, Kaori e Umibozu è come riabbracciare dei vecchi amici. I loro ruoli restano fedeli alla tradizione, e anche se la formula può apparire ormai ripetitiva, continua a funzionare grazie al carisma e alla chimica tra i personaggi. Sul piano visivo il film alterna momenti molto curati, soprattutto nelle scene d’azione, ad altri più deboli, con colori piatti e fondali poco ispirati. Manca un po’ di quella profondità visiva che caratterizzava la serie originale, anche se il design dei personaggi resta piacevole e riconoscibile. Inoltre la presenza delle Occhi di Gatto è un tocco di classe che aggiunge un pizzico di magia per i fan storici, mentre la comparsa di Lupin e Jigen, breve ma spiazzante, apre le porte a possibili crossover futuri.
Conclusione
City Hunter: Angel Dust è un film che non sorprende, ma riesce a conquistare grazie alla nostalgia e alla sua capacità di restituire l’atmosfera inconfondibile dell’anime originale. Non è un film perfetto, ma è un ritorno piacevole nel mondo di Ryo Saeba, ironico, esagerato, un po’ fuori dal tempo, ma esattamente come ce lo ricordavamo. Consigliato.
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Raggiungi Saeba e continua a vivere.
dal film anime City Hunter – Angel Dust di Kazuyoshi Takeuchi.
