All greens


  • TITOLO ORIGINALE: ALL GREENS;
  • REGIA: TAKASHI KOYAMA;
  • CAST: NATSUKI DEGUCHI, SARA MINAMI, MIZUKI YOSHIDA, JINSEI HAMURA, YUKO ANDO, ;
  • DURATA: 119minuti;
  • ANNO: 2026;
  • GENERE: DRAMMATICO;
  • VOTO: 7.

All Greens di Takashi Koyama è il secondo film della mia personale rassegna del Far East Film Festival 2026, e mette subito sul tavolo una storia che ruota attorno alla ribellione contro un destino già scritto. Un racconto che parte da una piccola cittadina dimenticata e prova a trasformarsi in qualcosa di più ampio, tra fuga, amicizia e sopravvivenza.

Trama

Hidemi è una studentessa del secondo anno che vive a Tokai-mura, una cittadina sospesa nel nulla dove la quotidianità è fatta di monotonia e problemi familiari. A casa, infatti, deve convivere con un padre violento che sfoga la propria rabbia su di lei e sul fratello. L’unico momento in cui riesce a respirare davvero è la sera, vicino alla stazione, dove insieme ad alcuni amici si dedica al freestyle rap, facendosi chiamare Neuromancer, ispirata al romanzo di William Gibson. La sua vita prende una svolta improvvisa quando, in modo rocambolesco e rischioso, ruba tre sacchetti di marijuana senza avere un vero piano su cosa farne. Proprio davanti alla stazione incontra Miruku, soprannominata Milk, un tempo considerata la ragazza perfetta della scuola. Tra le due nasce subito una sintonia profonda, alimentata dal fatto che anche Miruku porta sulle spalle un peso enorme con una madre mentalmente distrutta dopo il terremoto del 2011 e la perdita del marito. A loro si unisce Iwakuma, aspirante mangaka intrappolata nelle aspettative familiari, costretta a un futuro già deciso nell’azienda agricola di famiglia. Tre ragazze diverse, accomunate dalla stessa urgenza, cioè scappare da quel luogo e costruirsi una nuova vita. È così che nasce l’idea di coltivare i semi rubati e vendere marijuana per raccogliere i soldi necessari alla fuga. Inizia così una strana e pericolosa avventura, in bilico tra sogno e realtà, mentre i rischi si fanno sempre più concreti.

Impressioni

All Greens è un film difficile da incasellare, oscilla continuamente tra dramma e commedia, senza mai scegliere davvero una direzione precisa. Ed è proprio questa indecisione che, almeno per me, rappresenta il suo limite principale. La base narrativa è solida con le tre protagoniste che cercano disperatamente una via d’uscita, ciascuna con un bagaglio emotivo pesante e credibile, immerse in una provincia che sembra soffocare ogni possibilità. Tuttavia, lo sviluppo introduce elementi che risultano a tratti stranianti, soprattutto nei momenti più leggeri, che sembrano quasi fuori tono rispetto al contesto. Un esempio su tutti è la serra improvvisata sopra la scuola, un luogo apparentemente dimenticato da chiunque, che permette alle ragazze di portare avanti il loro piano senza ostacoli reali. Una soluzione narrativa che spinge il film verso una dimensione quasi da “club scolastico”, alleggerendo troppo una storia che invece avrebbe bisogno di maggiore tensione. Questo contrasto continuo tra leggerezza e dramma crea un equilibrio instabile, perché da una parte c’è la tragicità delle vite di Hidemi e Miruku, mentre dall’altra c’è una messa in scena che a volte sfiora la commedia. Non sempre funziona e in alcuni momenti il ritmo ne risente, con sequenze troppo statiche che rallentano il coinvolgimento. Dove il film invece colpisce nel segno è nelle interpretazioni. Natsuki Deguchi (che interpreta Miruku e vista nella serie Makanai) riesce a costruire un personaggio autentico, sospeso tra disperazione e bisogno di felicità. Sara Minami (Hidemi) dà vita a una protagonista forte ma profondamente segnata dalla violenza quotidiana. Mizuki Yoshida (Iwakuma), inizialmente meno incisiva, si rivela invece una presenza fondamentale, capace di rendere credibile una figura eccentrica, ma leale. Sono proprio loro a tenere in piedi il film, dando spessore emotivo a una storia che altrimenti rischierebbe di perdersi.

Conclusione

All Greens non è un film memorabile, né particolarmente incisivo nel messaggio. Rimane una narrazione frammentata, fatta di momenti che alternano dramma, azione e leggerezza senza una direzione sempre chiara. Eppure, grazie alle sue tre protagoniste, riesce comunque a trovare un senso e a mantenere un filo narrativo che lo rende guardabile fino alla fine. Non lascia un segno profondo, ma riesce comunque a raccontare, anche solo a tratti, il disagio di una generazione in cerca di una via di fuga. Consigliato.

Il webmaster manuenghel © 2026

Non è normale accettare le come come stanno.

dal film All greens di Takashi Koyama.