- TITOLO ORIGINALE: 5 CENTIMETERS PER SECOND;
- REGIA: YOSHIYUKI OKUYAMA;
- CAST: HOKUTO MATSUMURA, YUZU AOKI, KEIKO HORIUCHI, MAI KIRYU;
- DURATA: 123minuti;
- ANNO: 2025;
- GENERE: DRAMMATICO, ROMANTICO;
- VOTO: 9.
Il primo film della mia personale rassegna al Far East Film Festival 2026 Online non poteva che essere 5 Centimeters per Second, adattamento live action dell’opera di Makoto Shinkai. Appena ho letto il titolo, la scelta è stata immediata. Rivedere quella storia, ma in una nuova forma, con la speranza di ritrovare le stesse emozioni che anni fa mi aveva lasciato l’anime originale.
Trama
Takaki è un giovane programmatore che vive una vita silenziosa e ripetitiva, fatta di lavoro e solitudine. Non ha relazioni significative, non cerca legami e sembra quasi sospeso in un tempo che non scorre davvero. I suoi pensieri, però, sono costantemente rivolti ad Akari, la ragazza conosciuta durante l’infanzia. Entrambi trasferiti a Tokyo, avevano trovato l’uno nell’altra un rifugio, costruendo un legame profondo e sincero, il loro primo amore. La separazione però arriva presto, perché Akari è costretta a trasferirsi di nuovo e i due si allontanano. Quando anche Takaki deve lasciare Tokyo per spostarsi dall’altra parte del Giappone, decide di raggiungerla un’ultima volta. In una sera segnata da forti nevicate e treni in ritardo, riesce finalmente a incontrarla. Quella notte, trascorsa tra una stazione silenziosa e di fronte ad un albero di ciliegio, diventa un momento sospeso nel tempo, fragile e irripetibile. Gli anni passano, ma Takaki resta legato a quell’istante, incapace di lasciarlo andare. Continua a vivere, ma sempre con lo sguardo rivolto a un passato che non smette di esistere dentro di lui.
Impressioni
Questo live action riprende in maniera estremamente fedele l’anime del 2007, non solo nella struttura narrativa, ma soprattutto nell’impatto visivo. La fotografia richiama in modo evidente lo stile di Makoto Shinkai con i cieli immensi, le nuvole dense, i paesaggi urbani osservati nei loro dettagli più quotidiani. Ci sono continui frammenti di vita, come un passaggio a livello, una strada trafficata e il vento tra i rami, tutti elementi semplici, ma carichi di significato, che contribuiscono a creare quella dimensione sospesa e contemplativa tipica dell’opera originale. Il cast funziona molto bene, per esemoio i giovani interpreti di Takaki e Akari riescono a trasmettere autenticità e delicatezza, rendendo credibile un amore così puro e fragile. Le versioni adulte, invece, portano sullo schermo una malinconia più stratificata, fatta di rimpianti e silenzi, che si lega perfettamente al tono del film. E poi c’è Takaki. Un personaggio in cui è facile rispecchiarsi, soprattutto quando si è vissuto qualcosa di intenso che continua a esistere dentro di noi. Il film riesce a rendere molto bene quella sensazione di essere “bloccati” emotivamente, andare avanti nella vita mentre una parte di sé resta indietro. Se devo dare forma a ciò che ho provato guardandolo, direi questo:
“non è solo nostalgia, ma una malinconia dolce e persistente, quasi inevitabile. È la consapevolezza che certi momenti non tornano, ma allo stesso tempo non ci abbandonano mai davvero. Restano lì, silenziosi, a definire chi siamo diventati“.
E forse è proprio qui che il film colpisce di più. Nella semplice, disarmante verità che Akari esprime. Le cose importanti del passato non sono solo ricordi, ma parti di noi da custodire. Non qualcosa da superare, ma qualcosa da accettare.
Conclusione
5 Centimeters per Second riesce nell’impresa più difficile e cioè quella di restare fedele all’opera originale senza tradirne l’anima. Non aggiunge molto, ma nemmeno sottrae, si limita a riproporre quella storia con rispetto, trasformando in immagini reali ciò che nell’anime era pura poesia visiva. Il risultato è un film intimo, malinconico, profondamente umano, capace di arrivare in profondità, soprattutto se si è pronti ad accogliere quel tipo di emozione. Per me è stato come ritrovare una parte di me stesso. Consigliatissimo.
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Le cose importanti del passato non sono ricordi, ma una parte di te.
dal film 5 centimeter per second di Yoshiyuki Okuyama.
