- TITOLO ORIGINALE: BU-SAN-HAENG;
- REGIA: SANG-HO YEON;
- CAST: GONG YOO, MA DONG-SEOK, JUNG YU-MI, CHOI WOO-SIK;
- DURATA: 118 MINUTI;
- ANNO: 2016;
- GENERE: HORROR;
- VOTO: 7,5.
Grazie alla rassegna del Far East Film Festival proposta su Rai4, ho finalmente avuto l’occasione di vedere Train to Busan di Sang-ho Yeon, uno dei titoli più celebri del cinema coreano contemporaneo. Un film che prende un genere abusato come quello degli zombie e lo rilancia con energia, ritmo e soprattutto emozione.
Trama
Seok-wu, manager freddo e assorbito dal lavoro, decide di accompagnare controvoglia la figlia Su-an a Busan, dove vive la madre. Quel viaggio in treno, che avrebbe dovuto essere una parentesi di normalità, si trasforma presto in un incubo. Una donna infetta riesce a salire sul convoglio e, nel giro di pochi minuti, il contagio dilaga. I passeggeri si ritrovano intrappolati a combattere per la sopravvivenza, mentre il mondo esterno sembra già soccombere all’epidemia di zombie. L’unica speranza rimasta è raggiungere Busan, presunto rifugio sicuro, ma il percorso sarà costellato di sacrifici, paura e scelte dolorose.
Impressioni
Guardare Train to Busan è stato come rivivere l’angoscia di World War Z, terrore puro, incalzante, che non ti lascia respirare. Gli zombie sono rappresentati con una ferocia e una velocità impressionanti, capaci di generare un senso di costante vulnerabilità. Le coreografie dei contorsionismi dei non-morti sono talmente realistiche da provocare brividi lungo la schiena. Eppure il film non è solo paura. Sang-ho Yeon riesce a intrecciare al survival horror una dimensione emotiva forte, la relazione padre-figlia, inizialmente distante e fredda, diventa il cuore pulsante della storia. Non nego che qualche lacrima sia scesa, segno che questo non è un semplice film sugli zombie, ma un racconto di umanità in tempi disperati. La trama, pur senza offrire grande originalità, è orchestrata con tale maestria da mantenere alta la tensione dall’inizio alla fine. Memorabile la sequenza in cui i protagonisti devono risalire dal vagone 9 al 13, un crescendo di azione e adrenalina che ti fa desiderare di essere lì, al loro fianco, a combattere contro l’orda.
Conclusione
Train to Busan è un film che ti prende alla gola, ti terrorizza e allo stesso tempo ti commuove, un equilibrio perfetto tra horror e dramma umano. Consigliatissimo.
Il webmaster manuenghel © 2018-2025
