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Tenten – quà e là

Takemura Fumiya è un ragazzo senza arte nè parte, spiantato e senza un lavoro fisso, vive agli estremi della povertà. Un giorno mentre contemplava un tubetto di dentifricio come fosse la cosa più bella che abbia mai comprato, irrompe in casa sua Fukuhara Ai-ichiro, una specie di esattore dei debiti, lì per avvisare il giovane protagonista a pagare entro 24 ore i suoi debiti. Fumiya spaventato, ma quasi indifferente a tutto quello che può succedere, cammina cercando di trovare una soluzione ai suoi problemi finanziari. Davanti ad una stazione della metropolitana Fumiya trova una chiave di un armadietto per terra, speranzoso che chi l’ha persa aveva nascosto in un armadietto una borsa piena di soldi cerca il numero della cassetta e apre l’armadietto. Sorpresa, all’interno c’è una borsa, il nostro protagonista scappa così in un parco semi vuoto e apre la borsa dei miracoli, ma al suo interno ci sono solo delle statuine tipiche giapponesi di alcun valore. Fukuhara di nascosto lo segue e mentre il nostro protagonista rimane a bocca aperta per la sfortuna che lo perseguita lo ferma facendogli una proposta molto interessante. Fukuhara chiede a Fumiya di passeggiare insieme a lui per le strade di Tokyo, per uno, due, dieci o trenta giorni, nessun limite di tempo, in cambio di un milione di Yen. Fumiya avendo l’acqua alla gola decide di accettare la strana proposta di quest’uomo ed inizia una simpatica e introspettiva passeggiata per i quartieri di una Tokyo caotica e deserta allo stesso tempo.

Commedia senza pretese con protagonista due persone all’apparenza distanti l’uno dall’altro, ma molto vicini caratterialmente. Il film si basa essenzialmente su i due personaggi principali e sulle loro vite, Fumiya e la sua adolescenza da orfano adottato e da Fukuhara uomo legato alla donna della sua vita e da una vita piena. Questo film che mostra la Tokyo popolare non annoia lo spettatore, anzi molte scene sono divertenti ed al limite del paradossale, come quando Fumiya insegue uno squilibrato vestito in modo bizzarro che cammina per le strade suonando una chitarra elettrica, oppure di Fukuhara e una donna “artista” molto squilibrata. Piacevole film senza pretese per trascorrere piacevolmente una serata.

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Valutazione
TRAMA: 6,5 (semplice trama con un lieve spessore)
PERSONAGGI: 6,5 (stereotipi classici)
RECITAZIONE: 6 (sufficiente, a tratti leggermente banale)
DURATA: 7 (nella misura giusta, che non porta noia)
REGIA: 7 (buone inquadrature della caotica Tokyo)
MUSICHE: 6,5 (nulla di particolare)
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La frase
Dopo la cena della domenica arrivò il momento peggiore
La sigla dei cartoni è finita, tempo deprimente fino a lunedì.
Sentii che qualcosa persisteva, e non potevo fare nulla per fermare le lacrime che scendevano.