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R20 di Yoshiyuki Sadamoto

Questa è una super chicca, rimasta in “soffitta” per anni e poi rispolverato nei meandri della mia mente. Questo manga è l’esordio, da quello che ho capito, fatto dal grande mangaka Yoshiyuki Sadamoto, collaboratore ed ideatore con Hideaki Anno di “Nadia e il mistero della pietra azzurra” e l’ancora più famoso “Neon Genesis Evangelion”. In effetti basta vedere la copertina del manga, inedito in Italia, per trovare subito il tratto indistinguibile di Sadamoto-san, che attualmente sta ancora lavorando al manga di Evangelion. Quest’opera, datata 1991, è un “corto”, una piccola storia ai confini della realtà. La trama infatti parla di un ragazzo che vive in una città protetta da una grande cupola, vivendo in questo posto gli abitanti possono vivere tranquillamente oltre i centoventi anni, avere sempre un clima mite, non umido, quasi un piccolo eden fatto però di palazzi, cemento, proprio come una normale città, ma senza inquinamento. Al di fuori della cupola invece c’è quello che rimane del mondo, una landa desolata, con città intere completamente disabitate, doe si può vivere al massimo cinque anni e poi si muore di asfissia per colpa delle esalazioni inquinanti. In pratica l’uomo ha distrutto con l’inquinamento il pianeta ed ora cerca di vivere in queste città cupole al riparo dagli agenti inquinanti. Il protagonista invece ha voglia di evadere, scappare da quella monotia in sella ad una moto, in ricordo di suo nonno che in tempi passati era un motociclista. L’incontro con una ragazza e con la polizia stravolgerà la sua vita irrimediabilmente.

Trama accattivante non è vero? un grande manga di poche pagine dal sapore crepuscolare, sarebbe andato ancora meglio se la storia si fosse dilungata di più, lasciando qualche risposta a enigmi presenti nel manga. Bello.

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