- TITOLO ORIGINALE: AI SHOJO POLLYANNA MONOGATARI;
- REGIA: KOZO KUZUHA;
- PUNTATE: 51;
- ANNO: 1986;
- GENERE: DRAMMATICO;
- VOTO: 7,5.
Mi sono accorto che, a parte qualche eccezione come Conan il ragazzo del futuro, non ho mai scritto una recensione sugli anime che guardavo da bambino ed eppure sono proprio quelli che, a distanza di anni, continuano a rimanere impressi nella memoria. Complice la recente messa in onda in televisione, ho deciso di tornare su Pollyanna, una serie che ha segnato un’intera generazione. Un anime che, ancora oggi, basta nominare per far partire automaticamente nella testa la sigla cantata da Cristina D’Avena.
Trama
La storia è interamente incentrata su Pollyanna, una bambina che la vita mette subito alla prova. Rimasta orfana in tenera età, è costretta a trasferirsi dalla zia, sorella della madre. La sua particolarità è racchiusa in un insegnamento ricevuto dal padre, un uomo profondamente religioso, quello di affrontare ogni difficoltà con uno spirito positivo. Questo approccio prende il nome di “Gioco della Felicità”. Pollyanna lo applica in ogni situazione, anche nelle più difficili, cercando sempre qualcosa di buono in ciò che le accade. All’inizio la zia è fredda e distante, segnata da vecchi rancori legati al padre della bambina, ma poco alla volta, grazie alla spontaneità e all’ottimismo di Pollyanna, qualcosa cambia. Non solo in lei, ma in tutta la comunità, perché la presenza della bambina diventa un vero e proprio punto di svolta per chiunque entri in contatto con lei.
Impressioni
Pollyanna è una serie che colpisce per la sua capacità di alternare momenti difficili a una costante ricerca della luce. Il mix tra tragedia e felicità è probabilmente il suo punto di forza. La serie non si limita a raccontare una storia dolce, ma affronta anche situazioni dure, mettendo alla prova sia i personaggi che lo spettatore. Il messaggio è chiaro, ma mai banale ed è quello di andare avanti, nonostante tutto. Il “Gioco della Felicità” non è solo un espediente narrativo, ma una vera e propria filosofia di vita che, episodio dopo episodio, prende forma e diventa sempre più concreta. Dal punto di vista tecnico, considerando che l’anime è del 1986, la realizzazione è ancora oggi sorprendente. La grafica è pulita, espressiva e la caratterizzazione dei personaggi è curata con attenzione. Ogni figura ha un ruolo preciso e una propria evoluzione, con poche sbavature. Le 51 puntate possono sembrare tante, ma risultano coerenti con lo sviluppo della storia, che si prende il tempo necessario per costruire ogni passaggio. La serie è tratta dai romanzi di Eleanor H. Porter, Pollyanna del 1913, Pollyanna cresce del 1915 e l’adattamento animato ne rispetta in gran parte lo spirito.
Conclusione
Pollyanna è uno di quegli anime che resistono al tempo, nonostante gli anni riesce ancora a emozionare e a trasmettere un messaggio forte, semplice, ma mai scontato. È una storia che parla di resilienza, di crescita e della capacità di trovare un senso anche nei momenti più difficili. E forse è proprio per questo che, dopo tanti anni, continua a rimanere nel cuore.
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Revisione della recensione: 19-04-2026.
E’ bellissimo scoprire qualcosa per cui gioire.
dalla serie anime Pollyanna.
