Penguin Highway


  • TITOLO: PENGUIN HIGHWAY; 
  • REGIA: HIROYASU ISHIDA; 
  • CAST: N.D.; 
  • DURATA: 119 MINUTI; 
  • ANNO: 2018; 
  • GENERE: COMMEDIA;
  • VOTO: 7,5.

Parlare di Penguin Highway non è semplice, perché è uno di quei film che ti spiazzano completamente e dentro ci ho trovato tutto quello che non mi aspettavo. Ricordo bene quando, tempo fa, andando al cinema a vedere Mirai e proiettarono il trailer di questo film. La prima impressione fu quella di un’opera un po’ sopra le righe, quasi eccessivam ma invece, quando è finalmente arrivato nelle sale italiane, mi ha lasciato letteralmente a bocca aperta.

Trama

La storia è tutt’altro che lineare e mescola mistero e fantasia con grande naturalezza. Al centro c’è Aoyama, un bambino di dieci anni estremamente intelligente, figlio di uno scienziato. Aoyama passa le sue giornate contando quanti giorni mancano per diventare adulto e cercando costantemente di imparare qualcosa di nuovo, osservando il mondo con uno sguardo curioso e analitico. aoyama ha due amici, Hamamoto, una bambina brillante come lui, capace di batterlo sempre a scacchi, e Uchida, un bambino più distratto e ingenuo. La sua quotidianità scorre quasi normalmente, ma Aoyama è convinto che un giorno sposerà la “sorellona”, una ragazza enigmatica che lavora in uno studio dentistico e che per lui rappresenta una figura affascinante e fuori dall’ordinario. Un giorno, però, accade qualcosa di inspiegabile, in un campo compaiono improvvisamente dei pinguini. In un paese di montagna un evento del genere è impossibile e l’intera comunità resta sconvolta. Per Aoyama, invece, è un mistero da risolvere. Insieme alla sorellona e a Hamamoto, inizia a indagare, soprattutto quando quest’ultima scopre, dietro la foresta, una misteriosa bolla che battezza “Il Mare”. Cosa sta realmente succedendo nel paese di Aoyama? Sarà proprio lui, con i suoi dieci anni, a cercare di dare un senso a ciò che sembra non averne.

Impressioni

Questa è una trama volutamente accennata, perché Penguin Highway è uno di quei film che vanno vissuti più che spiegati. Guardandolo si apre davvero “un mondo” che ti avvolge e non ti lascia respirare fino ai titoli di coda. Tratto dal romanzo di Tomihiko Morimi, il film mantiene per tutta la sua durata un equilibrio stranissimo e affascinante, che potrei definire “ai confini della realtà”. Durante la visione mi aspettavo più volte che la storia prendesse una direzione più razionale, più spiegabile, ma questo non accade mai del tutto. Anzi, molti elementi sembrano non avere un senso preciso, eppure, in modo quasi magico, finiscono per rendere il film incredibilmente coerente. È proprio questa scelta a rendere Penguin Highway così particolare e si accetta l’assurdo, lo si abbraccia e lo si trasforma in qualcosa di naturale. Il punto di vista infantile di Aoyama diventa la chiave di lettura perfetta per un racconto che parla di crescita, curiosità e scoperta, senza mai fornire risposte semplici o rassicuranti.

Conclusione

Penguin Highway mi ha davvero sorpreso, è uno di quei film che parte in un modo e ti porta altrove, lasciandoti con sensazioni difficili da definire ma estremamente sincere. Un piccolo gioiello dell’animazione giapponese, capace di unire mistero e fantasia in modo unico. Una piccola chicca, consigliato.

Il webmaster manuenghel © 2018-2026

Revisione della recensione: 18-01-2026.