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Nippon Jo 2011

Tra sabato 10 settembre e domenica 11 settembre a Casale Monferrato, provincia di Alessandria, si è svolta la manifestazione NIPPON JOU dedicata al Giappone nella sua arte, tradizione e cucina. Prima edizione, il Nippon Jou è stato organizzato dal Na Ka Ryu Casale 1965, una scuola di Karate e Aikido, fondata come dice il nome nel 1965, ben cinquant’anni fa! Questa scuola a sei mesi dal tremendo terremoto e successivamente Tsunami che ha colpito il Giappone, era l’11 marzo 2011, ha voluto organizzare un evento dedicato a questo splendido Paese in collaborazione con il Consolato Generale del Giappone insieme alla Città di Casale Monferrato. Come è scritto nella locandina che consegnavano all’ingresso, Nippon Jou vuol dire Castello Giapponese, e questo evento è stato allestito interamente nel castello di Casale, piccola fortezza della Città. All’ingresso ergeva una bellissima “entrata” rossa, come nella locandina qui a fianco, che accoglieva le persone numerose accorse. Il Nippo Jou è gratuito, nessun biglietto da pagare e in più gli organizzatori hanno allestito una raccolta fondi per le vittime del Giappone. I soldi ricavati verranno utilizzati per costruire un asilo a Minami Sanriku, nella prefettura di Miyagi, dove sono scomparse ben 9.500 persone, se notiamo quasi la metà del totale delle vittime complessive. Bravi gli organizzatori, una giusta e lodevole iniziativa!!!!!!!

Io sono arrivato per le quattro del pomeriggio di sabato, giusto in tempo per assistere all’inaugurazione con il Console Giapponese. Dopo un doveroso minuto di silenzio in memoria delle 20.000 vittime di sei mesi fa, ho assistito all’inno nazionale Giapponese, bellissimo, quasi commovente, con l’alza bandiera nipponica. Entrato nel piccolo centro del castello c’era allestito un palco per gli eventi che sarebbero susseguiti fino a tarda sera. Ho avuto la possibilità di vedere una splendida ed interessante rappresentazione dell’Aikido giapponese, con gli studenti della scuola. Bravissimo il maestro a spiegare i vari movimenti e sopratutto a spiegare come l’Aikido sia una tecnica che non usa la propria forza, ma bensì quella dell’avversario. Sono rimasto a bocca aperta nel vedere tutti gli allievi fare cadute, mosse e movimenti, bravi tutti! Dopo l’Aikido, mi sono messo a girare nelle varie piccole sale del castello a vedere le rappresentazioni fotografiche in bianco e e nero provenienti dal Giappone, poi sono rimasto un abbondante dieci minuti a guardare la bancarella di prodotti originali e tipici del Sol Levante, questa volta però ho trattenuto il mio impulso a comprare qualcosa, magari un’altra volta un souvenir lo prenderò molto volentieri. In una sala c’erano delle teche con oggetti antichi in tutto il loro splendore, in particolare alcune spade dove la loro lama scintillava veramente, come nei film o anime! Curiosa la piccola collezione di alcune pietre “strane”, dove leggendo ho scoperto che è il materiale che serve per forciare la lama delle Katane. In un’altra sala bellissima rappresentazione di alcuni Kimono tipici, bè che dire, bellissimi e ognuno con la sua descrizione, cioè chi indossa quel tipo anziché un altro. Uscito e tornato all’aperto non sono riuscito ad entrare in una sala perché era in corso la cerimonia del thè che però gli organizzatori per far in modo che tutti potessero vedere la particolare cerimonia, hanno registrato l’evento e fatto subito vedere su una grande televisione posta anch’essa fuori, così ho potuto vedere la cerimonia del thè in tutto il suo splendore. Verso le sei mezza del pomeriggio, all’aperto c’è stata la cerimonia di vestizione di una modella con un Kimono da parte della Maestra Tomoko Hoashi, che metre vestiva la giovane ragazze era accompagnata dalle parole d Rossella Marangoni, che descriveva i vari passaggi e delucidava sulla storia del Kimono dall’antico Giappone ad oggi. Ho fatto un video dell’evento, e devo dire che è una faticaccia vestire un Kimono, non solo ci vuole pazienza, ma anche molta forza, credetemi!!!! Il risultato finale è stato bellissimo.

Dopo la cerimonia ho deciso, insieme a Raphaela, di tornare a casa, ormai era tardi, mi sarebbe piaciuto vedere la danza tipica giapponese dell’Associazione Lailac, ma era alle dieci di sera e noi eravamo un pò stanchi. Pazienza, la mia sete di Giappone si era placata già con il solo andare a questa manifestazione. Vorrei ringraziare tantissimo gli organizzatori, il Na Ka Ryu Casale 1965, che sono stati bravi ad organizzare questo evento, il primo che mi ricordi nella zona dell’Alessandrino, dove hanno voluto dare un omaggio a questa stupenda terra, così lontana da noi, in più organizzando anche una raccolta fondi, bravi! Bravi tutti.

Io sono rimasto più che soddisfatto dell’evento, ho visto parecchie persone arrivare a vedere il Nippon Jou, chissà se ci sarà un giorno il bis di questa manifestazione. Intanto io e Raphy ci siamo goduti un ottimo pomeriggio.

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