Millennium Mambo


  • TITOLO ORIGINALE: QIANXI MANBO;
  • REGIA: HOU HSIAO-HSIEN;
  • CAST: SHU QI, JACK KAO, CHUN-HAO TUAN;
  • DURATA: 119minuti;
  • ANNO: 2001;
  • GENERE: drammatico;
  • VOTO: 8.

Millennium Mambo è un film di cui avevo già sentito parlare soprattutto per la sua colonna sonora, un mix di musica techno e house che mi aveva particolarmente affascinato. Così, appena ne ho avuto l’occasione, ho potuto recuperare quello che considero un piccolo gioiellino cinematografico dei primi anni Duemila, diretto da Hou Hsiao-Hsien.

Trama

Vicky è una giovane ragazza che vive una relazione burrascosa con Hao-Hao, un ragazzo violento, instabile e dedito agli eccessi. Vicky si lascia trascinare in questa vita dissoluta, fatta di notti trascorse tra locali, litigi e una relazione dalla quale sembra non riuscire a liberarsi. La ragazza cerca più volte di uscire da quella situazione, ma finisce irrimediabilmente per tornare da Hao-Hao. Ogni volta si ripete che lo lascerà non appena avrà terminato i soldi che ha in banca, come se anche questo fosse diventato un modo per rimandare continuamente la decisione. Hao-Hao, incapace di costruirsi una vita stabile, si dedica anche a piccoli furti, arrivando a rubare persino al proprio padre. Vicky, invece, decide di lavorare in un club, entrando così ancora più profondamente nella vita notturna. È proprio in questo ambiente che conosce Jack, un uomo più grande di lei con il quale instaura un rapporto particolare. Jack diventa una sorta di ancora di salvezza per Vicky, soprattutto nei momenti in cui la ragazza litiga con Hao-Hao e decide di allontanarsi da lui. Vicky e Jack sembrano trovare l’uno nell’altra qualcosa che manca nelle loro rispettive vite, ma il destino e le loro situazioni personali sembrano continuamente volerli tenere lontani…

Impressioni

Millennium Mambo è un film che mi è piaciuto sin dalle prime immagini. Hou Hsiao-Hsien ha utilizzato un linguaggio cinematografico particolare, riuscendo a raccontare la storia di Vicky attraverso una regia originale e molto personale. Il film inizia con la voce fuori campo della protagonista, che racconta gli eventi di dieci anni prima, nel 2001, quando il nuovo millennio sembrava affacciarsi con un’immagine dinamica e completamente nuova. Questa scelta è interessante perché la voce di Vicky descrive una determinata situazione e, subito dopo, il film la mostra allo spettatore attraverso lunghe inquadrature e piani sequenza. L’atmosfera è prevalentemente buia e scura, ma allo stesso tempo è attraversata da luci e colori che sembrano rispecchiare perfettamente il periodo e soprattutto lo stato d’animo dei protagonisti. Le luci dei locali, la musica elettronica e i movimenti della macchina da presa costruiscono un mondo notturno nel quale Vicky sembra vivere sospesa, incapace di capire quale direzione prendere. Tutto ruota intorno a lei, interpretata dalla bravissima Shu Qi, una ragazza che sente dentro di sé un forte impulso a cambiare vita, ma che ogni volta finisce per tornare da Hao-Hao. Il suo rapporto con lui diventa così un continuo alternarsi tra la volontà di allontanarsi e l’impossibilità di farlo definitivamente. Hao-Hao è invece un personaggio sempre più sconcertante, instabile, egoista e completamente concentrato sui propri piaceri. La sua presenza finisce per condizionare profondamente la vita di Vicky, fino a trasformare la loro relazione in qualcosa di sempre più difficile da sostenere. Quello che ho apprezzato maggiormente è proprio il modo in cui Hou Hsiao-Hsien racconta questa situazione senza avere la necessità di spiegare tutto. La macchina da presa osserva Vicky, la segue nei suoi spostamenti e nei suoi momenti di solitudine, lasciando che siano le immagini, la musica e la voce fuori campo a costruire progressivamente il suo mondo. Il regista ha realizzato un film delicato e intimo, che riesce a raccontare anche una parte della gioventù dell’inizio del nuovo millennio. Non è però una rappresentazione particolarmente positiva di quel periodo, perché dietro le luci, la musica e le notti trascorse nei locali si nasconde una generazione alla ricerca di una propria identità e, soprattutto nel caso di Vicky, di una via d’uscita. Lo stile registico è sicuramente uno degli elementi più importanti del film. I lunghi piani sequenza, alcune immagini rallentate, i flashback della protagonista e la presenza costante della voce fuori campo creano un racconto quasi sospeso nel tempo. Vicky sembra vivere il presente mentre, contemporaneamente, osserva il proprio passato attraverso i ricordi. Anche la musica ha un ruolo fondamentale. La componente techno e house non è semplicemente una colonna sonora, ma diventa parte integrante dell’atmosfera del film e del mondo nel quale Vicky si muove. Le immagini notturne, le luci artificiali e la musica elettronica creano così un contrasto particolare con la fragilità della protagonista.

Millennium Mambo è stato presentato in Concorso al Festival di Cannes nel 2001, dove ha ricevuto il Grand Prix tecnico per la fotografia.

Conclusione

Millennium Mambo è un film che mi ha sorpreso per il suo stile e per il modo in cui Hou Hsiao-Hsien ha deciso di raccontare la storia. È un’opera delicata, malinconica e molto particolare, nella quale la trama passa quasi in secondo piano rispetto alle immagini, alla musica e alle sensazioni. Consigliatissimo.

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Io credo che noi veniamo da due mondi troppo diversi…

dal film Millennium Mambo di Hou Hsiao-Hsien.