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Maison Ikkoku

Alla fine mi sono deciso. Sono passati sei anni da quando ho “aperto” Projectmanu e ben dieci anni da quando esiste il mio sito personale dedicato a Maison Ikkoku e oggi finalmente mi sono messo a scrivere una recensione sull’anime più bello che abbia mai visto. Non ho mai voluto, fino ad oggi, scrivere di Maison Ikkoku in Projectmanu perché ho sempre pensato che avendo un sito dedicato interamente a questa bellissima serie non era necessario che scrivessi ancora qualcosa, ma poi mi è venuto in mente che Projectmanu non può non avere una recensione su Casa Ikkoku, assolutamente no, anzi dopo vent’anni dalla prima volta che lo vidi in televisione penso che sia arrivata l’ora di scrivere qualcosa. In più oggi, venerdì dedicato alla recensione di anime manga e film, è il giorno dedicato ai defunti e in Maison Ikkoku questo tema è molto presente, per non dire “colonna portante” della trama.

Questo anime è basato sul famoso manga degli anni 80′ scritto e disegnato da Rumiko Takahashi, autrice affermata che conosciamo con opere famosissime come Lamù, Ranma 1/2 e Inuyasha. A differenza però di quasi tutte le opere della Takahashi-san, Maison Ikkoku si differenzia nettamente, non sono presenti tematiche basate sul folclore nipponico, strane magie o combattimenti, ma bensì questa serie rispecchia il Giappone degli anni 80′-90′, con un realismo narrativo quasi impressionante, sembra una storia vera che segue la vita di uno studente universitario.

Iniziamo con la trama, cercherò di non scrivere tantissimo e di usare il mio metodo consolidato, cioè mettere solo un piccolo incipit. Se volete più notizie collegatevi al mio blogMaison Ikkoku by manu, li ho veramente scritto tanto!

La storia parla di Yusaku che si trasferisce a Tokyo con l’ambizione di frequentare una qualsiasi università. Essendo un normale ragazzo e quindi non avendo soldi a disposizione va ad abitare nella Maison Ikkoku, una fatiscente costruzione con 6 stanze e due bagni in comune. Nella Maison abitano altre inquilini, la Sig.ra Echinose, grande bevitrice di sake, la provocante e sarcastica Akemi e Yotsuia, enigmatico personaggio. I tre inquilini ogni sera si insidiano nella stanza di Yusaku per ubriacarsi e disturbare gli studi di pre-ammissione del giovane studente. Un giorno però arriva il nuovo amministratore del condominio, Kyoko, vedova del figlio del sig.r Otonashi proprietario di Casa Ikkoku. Yusaku si innamora a prima vista di Kyoko e così inizia la storia di “Maison Ikkoku” – “Cara dolce Kyoko”, tra lacrime e sorrisi, amicizie e rivalità, equivoci e buoni sentimenti.

L’anime poi si dipana in ben 96 puntate, rispecchiando fedelmente il manga, ma non preoccupatevi, tutte queste puntate non rendono la storia noiosa o troppo impegnativa perché Takahashi-san è riuscita veramente a creare un capolavoro che nessuno è mai riuscito ad eguagliare. Le puntate si alternano tra capitoli intensi e capitoli più soft, leggeri, mantenendo però un filo narrativo coerente. All’inizio di ogni puntata, mentre c’è il titolo del capitolo in questione, c’è sempre una musica che già indica se la puntata sarà leggera o più intensa. Come ho scritto prima il realismo di Maison Ikkoku è incredibile e questo secondo me lo rende quasi unico nel suo genere, anzi è più corretto scrivere che Maison Ikkoku è il primo anime “realistico” mai fatto. (almeno così la penso io ndr) Per fare un esempio, Yusaku essendo uno studente senza soldi è costretto a lavorare part time per mantenersi e purtroppo passa periodi che è costretto a mangiare solo una volta al giorno, oppure a mangiare solo cup ramen, che sono economici. Poi la trama si dipana in poco più di cinque anni come linea temporale, in questo modo ogni singolo tratto dei personaggi viene caratterizzato al massimo e ogni “piegatura” della storia è completamente spiegata.

Come ho già accennato prima, Maison Ikkoku è collegato con la data di pubblicazione di questo post, 02 novembre 2012. Oggi infatti è il “giorno dei defunti”, una ricorrenza annuale dove si ricordano le persone care che purtroppo abbiamo perso, una giornata dedicata a coloro che abbiamo voluto bene e che ora non ci sono più. In questo anime il ricordo di Kyoko verso il suo defunto marito è molto ricorrente, lei è molto ancorata al suo amore perduto e in più di una puntata vediamo lei che si reca al cimitero nel giorno dell’anniversario della morte di suo marito. Poi proprio come una forma di rispetto verso chi non c’è più, la Takahashi-san non fa mai vedere il volto di Soichiro, il defunto marito di Kyoko, vediamo una foto strappata nel punto del viso oppure nei ricordi di Kyoko Soichiro non ha un volto vero e proprio, ma bensì un viso di colore nero. Proprio una forma di rispetto e non potevo che scrivere la recensione di Maison Ikkoku proprio in questa giornata così importante.

Concludo così la mia personale recensione, ricordando chi ho perduto, oggi forse più di ogni altro giorno. Una preghiera va a voi, che ho amato e che amerò sempre. Il mo cuore è sempre ricolmo di bellissimo ricordi.

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