Made in Abyss


  • TITOLO ORIGINALE: MADE IN ABYSS;
  • AUTORE: AKIHITO TSUKUSHI;
  • DISEGNI: AKIHITO TSUKUSHI;
  • PRIMA EDIZIONE: 2018;
  • VOTO: 9.

Normalmente evito di recensire un manga o un anime prima della sua conclusione, così da avere una visione completa dell’opera. Questa volta però ho voluto fare un’eccezione. Made in Abyss, scritto e disegnato da Akihito Tsukushi, è ancora in corso di pubblicazione in Giappone e proprio per questo motivo continua a evolversi capitolo dopo capitolo. Dopo aver visto l’anime, che copre più o meno i primi volumi, sentivo il bisogno di andare oltre. E posso dirlo senza esitazione che il manga riesce a farti innamorare ancora di più di questa opera.

Trama

La storia segue le vicende di Riko, una bambina vivace e determinata, cresciuta nella città di Orth, costruita attorno a un’enorme voragine conosciuta come l’Abisso. L’Abisso è un luogo misterioso e affascinante, ma anche estremamente pericoloso. Al suo interno esiste un ecosistema unico, completamente separato dal mondo esterno, dove le leggi della fisica sembrano cambiare e ogni discesa rappresenta una sfida. Gli esploratori si avventurano nei suoi strati per recuperare reliquie e scoprire i suoi segreti, ma esiste una regola fondamentale, più si scende e più diventa impossibile risalire. La cosiddetta “maledizione dell’Abisso” rende ogni ritorno sempre più doloroso, fino a diventare letale negli strati più profondi. Un giorno Riko scopre un misterioso bambino robot, proveniente proprio dall’Abisso, privo di memoria. Decide così di chiamarlo Reg e, insieme a lui, intraprendere la sua discesa. Il suo obiettivo è chiaro, ritrovare la madre, scomparsa nelle profondità dell’Abisso. Da quel momento in poi, il viaggio diventa qualcosa di molto più grande e imprevedibile…

Impressioni

Il manga di Made in Abyss ha una forza incredibile rispetto all’anime, peché la storia è molto più avanti e porta i protagonisti in situazioni sempre più estreme, fino a raggiungere luoghi che possono essere definiti senza esitazione “di non ritorno”. Uno degli aspetti che più mi ha colpito è la cura per i dettagli. Ogni volume approfondisce l’Abisso in maniera quasi scientifica, con la descrizione degli strati, delle creature, della vegetazione e dei livelli di pericolosità. Tutto è descritto con precisione, rendendo il mondo narrativo estremamente credibile e immersivo. Questa attenzione contribuisce a creare un senso costante di scoperta, ma anche di inquietudine. Avendo visto l’anime due volte, posso dire che l’adattamento è molto fedele ai primi volumi del manga. Ritrovare quelle stesse emozioni su carta è stato forte, ma andare avanti con la storia lo è ancora di più. Il manga riesce a spingersi oltre, iniziando a svelare alcuni misteri che l’anime lascia volutamente in sospeso. Anche l’edizione italiana merita una nota. I tankobon sono ben curati, con copertine a colori davvero bellissime, di quelle che ti fanno venire voglia di averle in libreria ancora prima di iniziare a leggere.

Conclusione

Made in Abyss è un’opera che va oltre il semplice racconto di avventura, è un viaggio affascinante e allo stesso tempo inquietante, capace di emozionare, sorprendere e, a tratti, mettere anche a disagio. Se avete amato l’anime, leggere il manga è un passo naturale, quasi obbligato, perché permette di continuare l’esplorazione e di scoprire cosa si nasconde davvero nelle profondità dell’Abisso.

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Revisione della recensione: 19-04-2026.