Io sono un gatto


  • TITOLO ORIGINALE: WAGAHAI WA NEKO DE ARU;
  • SCRITTO DA: NATSUME SOSEKI;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 2006;
  • ANNO DI PUBBLICAZIONE IN GIAPPONE: 1905;
  • EDITO IN ITALIA DA: BEAT EDIZIONI;
  • VOTO: 8.

Io sono un gatto è un romanzo pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1905, un’opera che ancora oggi riesce a sorprendere per la sua originalità e per il modo in cui osserva la società attraverso gli occhi di un animale.

Trama

Il protagonista è un gatto senza nome che, dopo aver iniziato a frequentare la casa del professor Kushami, finisce per stabilirsi proprio lì. La famiglia del professore non sembra particolarmente entusiasta della sua presenza e lo sopporta a malapena. Al gatto, però, interessa poco essere benvoluto, perché gli basta ricevere un po’ di cibo e, ogni tanto, una carezza dal professore. Da quel momento inizia la sua particolare osservazione della vita quotidiana di Kushami e della sua famiglia. Il gatto assiste ai continui lamenti del professore e soprattutto alle conversazioni degli ospiti che frequentano la casa, tra questi ci sono Meitei, uno scansafatiche e dalla parlantina inesauribile, e Kangetsu, più istruito e interessato agli studi e alla cultura. Ascoltando le loro discussioni, il gatto finisce per entrare in contatto con argomenti come letteratura, filosofia e cultura classica, ma soprattutto comincia a studiare quella strana creatura che è l’essere umano. Attraverso i suoi occhi osserva quindi la società, i comportamenti degli uomini, le loro contraddizioni, le loro ambizioni e le loro debolezze.

Impressioni

Io sono un gatto è un libro che mi ha colpito soprattutto per la sua originalità. La cosa che ho apprezzato maggiormente è che tutta la storia viene raccontata direttamente dal gatto. Non abbiamo quindi un narratore esterno che ci spiega quello che succede, ma un vero e proprio protagonista che osserva il mondo con una logica tutta sua, ed è proprio questo a rendere la lettura così particolare. Il gatto guarda gli esseri umani e cerca di comprenderli attraverso ciò che vede e ascolta. Le discussioni degli adulti diventano per lui una sorta di lezione sulla natura umana, mentre le piccole situazioni quotidiane assumono un significato completamente diverso osservate dal punto di vista di un animale. Mi sono divertito molto anche durante le sue scorribande e gli incontri con altri gatti, come Micetta e il Nero del vetturino, che permettono di allontanarsi per qualche momento dalla casa del professore e di osservare un altro lato della vita del protagonista. La cosa sorprendente è che, nonostante il romanzo risalga al 1905, alcune osservazioni sulla natura umana riescono ancora oggi a risultare attuali. Soseki utilizza il gatto per osservare gli uomini con una certa distanza, mettendone in evidenza comportamenti e contraddizioni. Il risultato è un libro che può essere letto semplicemente come una storia curiosa e divertente, ma che allo stesso tempo offre numerosi spunti di riflessione. Non è quindi soltanto un romanzo “su un gatto”, ma è soprattutto un libro sugli esseri umani raccontato attraverso lo sguardo di qualcuno che umano non è.

Conclusione

Io sono un gatto è una piccola chicca della letteratura giapponese che mi ha piacevolmente sorpreso. Natsume Soseki riesce a costruire un protagonista originale e, attraverso il suo sguardo, racconta la società e la natura umana con ironia, curiosità e una buona dose di sarcasmo. Nonostante il romanzo sia nato nel 1905, riesce ancora oggi a intrattenere e soprattutto a far riflettere. Un libro particolare, originale e decisamente diverso dal solito. Consigliatissimo.