Chosen home


  • TITOLO ORIGINALE: BOKUTACHINCHI;
  • REGIA: KUJIRAOKA HIRONORI, HITOMI KITAGAWA;
  • PUNTATE: 10 (COMPLETO);
  • ANNO: MITSUHIRO OIKAWA, YUYA TEGOSHI, TAMAKO SHIRATORI, NAOKI TANAKA, KAI INOWAKI, NAGISA SHIBUYA, MAKI SAKAI, KEN MITSUISHI, KUMIKO ASO;
  • GENERE: SLICE OF LIFE, ROMANTICO.
  • VOTO: 7.

Dopo molto tempo sono finalmente riuscito a portare a termine una serie televisiva e devo dire che Chosen Home è stata una piacevole sorpresa. È una di quelle opere semplici, senza particolari effetti o grandi colpi di scena, ma capace di conquistare grazie ai suoi personaggi e alla naturalezza con cui racconta la vita quotidiana. Una piccola chicca che si lascia guardare con grande piacere.

Trama

Genichi è un custode di animali sulla cinquantina, un uomo dal carattere mite e gentile che conduce una vita piuttosto solitaria insieme ai suoi due cani. A causa di alcune vicende personali è costretto a cercare una nuova sistemazione e finisce per trasferirsi nel vecchio complesso residenziale Inokashira, un edificio un po’ fatiscente gestito dalla simpatica proprietaria Kyoko. Gli appartamenti sono quasi tutti vuoti, l’unica altra residente è Hotaru, un’adolescente che vive praticamente da sola dopo che la madre è fuggita dalla polizia, accusata di aver sottratto trenta milioni di yen. La bontà di Genichi lo porta ben presto a lasciarsi coinvolgere nella situazione della ragazza. Per evitare che Hotaru venga allontanata o finisca nei guai, i due mettono in scena una piccola bugia, fanno credere che Genichi sia il padre della ragazza. L’inganno, però, non convince Saku, il giovane professore di Hotaru, che inizia lentamente a intuire cosa si nasconda dietro quella strana famiglia improvvisata. Anche lui, però, sta attraversando un periodo complicato della propria vita. Dopo la fine della relazione con il suo compagno si ritrova addirittura a vivere nella propria automobile. Gli eventi porteranno anche Saku a trasferirsi nell’Inokashira, dando così vita a un’insolita convivenza fatta di equivoci, piccoli drammi quotidiani e situazioni spesso tanto assurde quanto divertenti.

Impressioni

Chosen Home è una serie particolare perché affronta diversi temi delicati con uno stile molto personale. Il filo conduttore è sicuramente quello dell’omosessualità nel Giappone contemporaneo, ma la serie sceglie di raccontarlo senza mai risultare pesante o eccessivamente drammatica. Preferisce invece alternare leggerezza, ironia e momenti di sincera emozione. Genichi è un protagonista che si fa voler bene fin dalle prime puntate, è una persona buona, generosa e sempre pronta ad aiutare gli altri, anche a costo di complicarsi la vita. La sua goffaggine e il suo carattere ingenuo lo portano a ritrovarsi coinvolto in una situazione decisamente bizzarra, diventando il finto padre di Hotaru e dando così il via a tutti gli eventi della serie. Da questa semplice premessa nasce una storia ricca di equivoci, incontri inaspettati, ritorni dal passato e continui colpi di scena quotidiani. In alcuni momenti mi ha ricordato molto Maison Ikkoku, soprattutto per quel caos organizzato che ruota attorno ai personaggi e che riesce sempre a mantenere un tono leggero e piacevole. Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è il modo in cui vengono affrontati alcuni temi sociali. La serie parla con naturalezza delle difficoltà vissute dalle coppie omosessuali in Giappone, delle problematiche legate al loro riconoscimento e dei pregiudizi che ancora oggi esistono, ma riesce a farlo senza trasformare tutto in un manifesto o in un dramma continuo. Anche il gruppo di amici di Hotaru rappresenta un elemento interessante della narrazione. Sono ragazzi che trascorrono il tempo insieme in un angolo di Tokyo semplicemente per stare bene, divertirsi e costruire legami sinceri. Eppure anche loro devono fare i conti con il giudizio degli adulti e con una società che troppo spesso osserva senza conoscere davvero le persone. La serie affronta inoltre altri temi importanti, come il fallimento dei propri sogni, ben rappresentato dalla storia dei genitori di Hotaru, oppure il desiderio di cambiare vita, una sensazione che accomuna quasi tutti i protagonisti. In mezzo a queste difficoltà emergono però anche tanti aspetti positivi. La determinazione di Genichi nel costruirsi finalmente una vita insieme alla persona che ama, la crescita di Hotaru e la continua ricerca di un luogo da poter chiamare davvero “casa” diventano il cuore dell’intera serie. Dal punto di vista della recitazione il risultato è leggermente altalenante. In alcune scene troviamo interpretazioni davvero convincenti e capaci di trasmettere con forza le emozioni dei personaggi. Su tutte spicca Kumiko Aso, che nel ruolo della madre di Hotaru dimostra tutta la propria esperienza regalando alcuni dei momenti più intensi della serie. In altri frangenti, invece, la recitazione appare più semplice e meno incisiva. Nonostante questo, nel complesso il cast funziona bene e riesce a trasmettere proprio quella particolare atmosfera che caratterizza Chosen Home, una serie capace di essere seria quando serve, ma senza rinunciare alla leggerezza e al sorriso.

Conclusione

Chosen Home è una serie che racconta con semplicità il significato della parola “famiglia”, dimostrando che non sempre i legami più importanti sono quelli di sangue. Attraverso personaggi imperfetti, ma profondamente umani, affronta temi delicati come l’identità, l’accettazione, l’omosessualità, i sogni infranti e la ricerca di un posto nel mondo, riuscendo sempre a mantenere un equilibrio tra momenti divertenti e riflessioni più profonde. È una serie che non punta sui grandi colpi di scena, ma sulle emozioni quotidiane e sui rapporti tra i suoi protagonisti. Proprio questa semplicità è stata l’aspetto che ho apprezzato di più e che ha reso Chosen Home una delle sorprese più piacevoli degli ultimi tempi. Consigliato.

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dalla serie Chosen Home.