
I migliori post sulla old music giapponese pubblicati nel 2024
La musica ha il potere straordinario di trasportarci in altri mondi e, ascoltando le melodie degli anni passati, sembra quasi di poter tornare indietro nel tempo, rivivendo momenti che credevamo dimenticati. Ogni nota, ogni strofa, può aprire la porta a ricordi sepolti o semplicemente regalarci una finestra su un’epoca che abbiamo o non abbiamo vissuto direttamente, ma che possiamo riviverle attraverso le canzoni.
Il 2024 è stato per me un anno speciale sotto questo aspetto, un viaggio indietro nel tempo per ben 55 volte, quante sono state le canzoni condivise e recensite sul Projectmanu. Ho spaziato tra generi diversi – pop, rock, funk, blues, city pop, ballad – e ogni brano ha saputo raccontarmi una storia, trascinandomi in universi sonori unici.
Come in ogni classifica, scegliere è stato difficile, ma alla fine al primo posto ho messo la dolce e intramontabile Hatsukoi di Kozo Murashita (1983). Questa canzone rappresenta il meglio del cantautorato giapponese anni ’80, con una melodia delicata e parole che toccano il cuore, capace di evocare la nostalgia e la semplicità del primo amore.
Al secondo posto, troviamo la frizzante e vivace Kimi no hitomi wa ichi-man boruto di Takao Horiuchi. Questo artista pop ed enka giapponese ha saputo mescolare tradizione e modernità in un brano che esplode di energia e vitalità, portando una ventata di allegria e spensieratezza.
Chiude il podio Nemurenu Tsuki di Momoe Shimano (1999). Questo pezzo mi ha colpito profondamente, ricordandomi il sound delle famose TLC e delle vibrazioni musicali tipiche della metà degli anni ’90. È un brano che sa essere moderno e nostalgico allo stesso tempo, regalando emozioni intense.
Menzioni d’onore:
- Manhattan Bridge ni Tatazunde di Motoharu Sano: una perla della scena rock giapponese degli anni ’80. Sano, celebre cantante e produttore musicale, ha lasciato un’impronta indelebile con le sue composizioni, e questo brano è un perfetto esempio del suo talento.
- Best Friend dei Satellite Lovers: un gruppo praticamente sconosciuto ma tutto da scoprire, attivo solo a fine anni ’70. Questa canzone è una vera gemma nascosta che trasporta in un’epoca di sonorità autentiche e raffinate.
- Orange Express di Sadao Watanabe: un pezzo jazz raffinato, opera di uno dei più celebri sassofonisti e compositori giapponesi. Con una carriera che ha attraversato decenni, Watanabe continua a incantare con la sua maestria musicale e il suo sound elegante.
Conclusione:
Il 2024 è stato un anno straordinario per i miei viaggi musicali nel passato, un’esperienza che mi ha arricchito emotivamente e culturalmente. Ogni brano è stato una scoperta, un piccolo frammento di storia musicale che merita di essere ascoltato e apprezzato. Se amate esplorare sonorità senza tempo e lasciarvi trasportare dalle emozioni, vi consiglio di immergervi in queste melodie: saranno un regalo per il cuore e l’anima.



- Motoharu Sano – Manhattan bridge ni tatazunde
- Satellite Lovers – Best Friend
- Sadao Watanabe – Orange Express
- Inagaki Junichi – Christmas carol no koroniwa
- Hi-Fi Set – Broadway de yuushoku wo
- Inagaki Junichi – Shuchakueki
- Kunizane Yuri – Hishochi no sagan
- Hiroyuki Izuta – Kodo no distance
- Masaki Ueda – Osaka bay blues
- Ken Tanaka – Flash back
- Kengo Kurozumi – Pillow talk
- Yasuyuki Okamura – Seisho
- Sheena & The Rokkets – Baby maybe
- Kanako Wada – Tanjoubi wa minus ichi
- Ruiko Kurahashi – Sayonara no hohoemi
- Hachiro Kasuga – Otomi san
- Kunizane Yuri – Kitto
- Reiko Takahashi – Sunset road
- Rie Nakahara – Singapore sling
- Nami Hirai – Mada yume dake no
- Keiko Saijo – Otoko to onna no story
- Casiopea – Smile again
- Go Hiromi – Hachi-gatsu no entranger
- Junko Hirotani – Anata no iru keshiki
- Naomi Chiaki – Sorezore no table
- Sumiko Yamagata – Natsu no hikari ni
- Yumi Takigawa – Mashou no hito
- Junko Ohashi – Aru yoru no wonder
- Hi-Fi Set – Mizuiro no wagon
- Ryoko Sano – Mayonaka no bouquet
- Masayuki Kishi – Modern museum
- Judy Ongg – Reika no Yume
- Hi-Fi Set – Hoshi no sutorenja
- Yuki Nakayamate – Silhouette Call
- Judy Ongg – Miserarete
- Masayuki Kishi – Machikado no pretender
- Do! – Ore to omae
- Ruiko Kurahashi – Out on a limb
- Akira Terao – Shadow city
- Mikiko Noda – Travelin’ heart
- Kunizane Yuri – Soba ni Ite
- Junko Sakurada – Kimagure venus
- Fumiko Sawada – Chotto Harukaze
- Yumi Takigawa – Gozen rei-ji no koibito
- Hiroshi Itsuki – Yokohama tasogare
- Ichiro Araki – Itoshi no macks
- Jin Kirigaya – Shizuka da ne
- Yuko Ishikawa – Saigo no yoru ni
- Kengo Kurozumi – Pastel love
- Rumiko Koyanagi – Kyo no niwaka ame
- Signal – Slow down
- Southern All Stars – Ai no Kotodama
