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Battle Royal di Koushun Takami e Masayuki Taguchi

In un mondo dove corruzione e violenza è all’ordine del giorno, esiste un impero chiamato Grande Repubblica dell’Estremo Oriente, dove poco a che vedere con una nazione repubblicana. Il Giappone è questo grande impero, tutta la popolazione è soggiogata da i potenti in una apparente tranquillità. Questa Grande Repubblica, che si muove con un governo dittatoriale, ha instituito un programma per educare i giovani ad essere forti e tenaci e far si che nella nazione ci siano solo i più forti. Il “Program” ogni anno sceglie una classe di una scuola superiore, all’oscuro degli studenti, li porta in un luogo segreto e gli da pochi giorni per completare il “gioco”. Gli studenti di quella classe devono uccidersi l’uno contro l’altro, in modo che rimanga soltanto un ragazzo o ragazza, che diventerà così il vincitore dello spietato gioco. Nessuno può ritirarsi, nessuno può scappare. Ogni studente ha al collo un collare particolare che indica esattamente dove si trova l’individuo, ogni tentativo di manomissione comporta una piccola esplosione che ucciderebbe il malcapitato. Per rendere il gioco più sanguinario, il luogo dove si svolge il “gioco” viene diviso a settori che ora dopo ora vengono dichiarate non percorribili, quindi se un ragazzo si trova in una zona che viene chiamata interdetta, perde ed il suo collare esplode. In più ogni studente ha un arma, o presunta tale, per difendersi ed arrivare fino alla fine. Amici o no, fidanzati oppure no, il gioco ha inizio, il sangue inizia a scorrere, ma due giovani inizieranno la loro battaglia per fermare tutto, per ribellarsi nel nome dell’amore e del rispetto reciproco, ma non sarà facile, tanti moriranno e le autorità guarderanno il “gioco” come se fosse un semplice film su cui però scommettere e vincere soldi….

Con l’uscita della ristampa del manga ho iniziato a collezionare i 15 volumi di Battle Royal, leggendo pagina per pagina, cercando spunti, analogie con il bellissimo libro di Takami-san. Il raffronto però è schiacciante, il manga non arriva nemmeno a sfiorare lo spessore narrativo del libro, nonostante il fatto che il disegnatore, Taguchi-san, abbia collaborato vignetta per vignetta con l’autore del libro. La trama è stata leggermente cambiata, ma niente di rilevante, a parte il finale, creato apposta per il pubblico fumettista. I disegni non sono in tipico stile manga che io conosco, è uno stile che personalmente non apprezzo, gli sfondi sono molto realistici, i combattimenti sono ben realizzati e quando qualcuno muore i dettagli delle ferite sono molto dettagliati, stile film splatter. Devo dire che il manga nel suo complesso è leggibile, anche se alcune scene sono vietate ai minori, infatti il manga è consigliato ad un pubblico maturo, e la creazione di un particolare personaggio femminile è fin troppo “spinto”, peccato, l’ho trovato non di buon gusto. Questi manga “maturi” non mi attirano per niente e il mio acquisto della serie è stato dettato solo dal fatto che amo tantissimo il libro. Diciamo che questo manga è come i due film fatti su Battle Royal, poco convincenti, scene splatter a go-go, poco spessore, anche se devo dire che nel manga si nota un gran sforzo di rendere in vignette il best-seller di Takami-san. Però non voglio bocciare questi manga, perché per gli amanti di questo genere penso che sia fatto molto bene, sopratutto nelle scene di violenza.

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