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TITOLO: L'ULTIMO SAMURAI
ANNO: 2002004
DURATA: 148 minuti
GENERE: STORICO, AZIONE
REGIA: EDWARD ZWICK
CAST: TOM CRUISE; TIMOTHY SPALL; KEN WATANABE; HIROYUKI SANADA; KOYUKI; BILLY COONOLLY
MUSICHE: HANS ZIMMER
Siamo nel 1876, il Giappone ha iniziato la sua politica di modernizzazione, contattando
le più grandi potenze del mondo per acquisire tecnologie, specialisti e .... armi.
Questo cambiamento però provoca una frattura tra un consigliere e maestro dell'imperatore
ed il governo del Giappione. Katsumoto Miritsuki è stato un maestro fidato dell'imperatore,
ma da quando il Giappone ha creato un governo ed ha iniziato la sua evoluzione occidentale
ha deciso di diventare una specie di fuorilegge e combattere questo governo, per
lui corrotto. Omura che é a capo del consiglio direttivo del Giappone, decide di
assumere americani valorosi per addestrare il neo-nato esercito giapponese, così
può contrastare il suo nemico ribelle e continuare la sua opera di arricchimento
grazie agli "intrallazzi" intergovernativi di approvigionamento delle armi per
il proprio paese. Arriva così in Giappone il capitano Natan Halgrait, veterano di
guerra, aveva come comandante in generale Custer, ed era stato protagonista e spettatore
dello sterminio di indiani in America. Ormai alcolizzato e tendente quasi al suicidio
per il rimorso di aver ucciso molte persone innocenti, decide di partire per il Sol Levante con la scusa di prendere 500 dollari al mese
contro i 25 a settimana dati dal suo momentaneo lavoro. Purtroppo la storia si ripete
per il tormentato Natan, infatti durante l'addestramento viene incaricato di andare
a combattere i ribelli, il problema sta che i soldati giapponesi non sono ancora
pronti. Sconfitti,
Natan si trova da solo contro cinque samurai, combatte fino alla
sua quasi morte uccidendo il fratello di Katsumoto. Ad un passo dalla morte, Katsumoto
lo grazia e lo prende come prigioniero fino alla fine dell'inverno per poi ridarlo alle autorità.
Durante questa prigionia i due valorosi guerrieri si conoscono, imparando
l'uno
dall'altro. Il capitano Natan scopre l'umiltà e la devozione, vedendo con
i propri occhi, dela vita del samurai (parola che vuol dire servire) nel paese dei ribelli. Conosce anche la moglie
del samurai che aveva ucciso, che incredibilmente lo ospita in casa propria. Tutto
questo apre gli occhi ad un uomo distrutto che imparando riscopre la vita, "allora
vengo in questo luogo insieme ai miei antenati e mi torna un pensiero che, come
questi germogli, stiamo tutti morendo. Riconoscere la vita in ogni respiro, in ogni
tazza di thé ed in ogni vita che togliamo. Questa è la via del guerriero".
Purtroppo però la pace viene spezzata. L'inverno finisce, Katsumoto viene preso
prigioniero dalle autorità giapponesi, il mondo dei samurai sta finendo ed al Capitano
Natan non gli rimane che aiutare quel mondo ormai scomparso, salvando Katsumoto,
addestrando i samurai a morire per il proprio onore, per il proprio Imperatore che
a detta dello stesso Katsumoto è accecato dalle bugie di Omura, fino all'epilogo
finale.
Che film! Bellissimo. Praticamente è quasi un "Balla coi lupi" giapponese. Tom Cruise
è perfetto nella parte del tormentato Capitano americano, Ken Watanabe superlativo
nell'interpretare il samurai Katsumoto, doppiato ottimamente in italiano, con quello
strano accento. In pratica vediamo nascere il nuovo Giappone sulle ceneri del vecchio
Giappone feudale dei samurai. Tantissimi spunti sono presi dalla storia vera del
mio amato paese del Sol Levante, anche se ovviamente la storia poi prende una trama
"fantastica". Particolarissima e struggente l'arrivo di Natan come prigioniero nel
villaggio dei ribelli. Viene accolto con totale indifferenza, lotta contro un samurai,
orgoglioso e per niente contento di non aver ucciso il capitano durante la battaglia.
Ma dopo quest'inizio difficile Natan fa conoscenza con questo mondo, umile, devoto
alle più antiche tradizioni, ogni cosa ha un suo gesto, movimento, nulla è lasciato
al caso. L'ideale di Katsumoto che si ritiene un difensore dell'Imperatore e non
un ribelle appassiona Natan e assistiamo all'evolversi di un'amicizia tra due persone
quasi indentiche. Io mi sono commosso per tutta la durata del film, momenti struggenti
che ogni tanto mi hanno quasi tolto il fiato, per non parlare della battaglia finale
e dell'incontro tra Natan e l'Imperatore. Rivedendolo continuo a rimanere stupefatto
dai paesaggi giapponesi, una perfetta ricostruzione del Giappone di fine secolo.
Una grande produzione, con ottimi attori nonostante Tom che non mi risulta molto
simpatico, ma questa è un'altra storia. Consigliatissimo.
DEDICO QUESTA RECENSIONE A NAOKOCHAN.
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