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TITOLO: BATTLE ROYAL
ANNO: 2000
DURATA: 122 minuti
GENERE: AZIONE
REGIA: KINJI FUKUSAKU
CAST: TATSUYA FUJIWARA; AKI MAEDA; TARO YAMAMOTO; MASANOBU ANDO; TAKESHI KITANO;
KOU SHIBASAKI; CHIAKI KURIYAMA.
MUSICHE: N.D.
In una realtà diversa dalla nostra, il Giappone è in un complesso tumulto generazionale,
i giovani da ribelli diventano anarchici, sbeffeggiando gli adulti e non riconoscendo la loro
autorità. Le scuole ormai sono semi deserte e il netto fallimento della società moderna è ormai
alle porte. Il governo Giapponese decide così ad un rimedio drastico per fronteggiare la
spavalderia e la preoccupante violenza generata dai tumulti giovanili, istituisce il progetto BR,
Battle Royal, dove una classe viene scelta ogni anno per essere deportata in un luogo segreto e lì
i componenti della classe devono uccidersi uno contro l’altro combattendo, uno solo può sopravvivere,
altrimenti tutti i sopravissuti vengono giustiziati tramite un collare che viene applicato ad ogni
studente e che se non rispetta le regole del “gioco” innesca in pochi secondi un detonatore che fa
esplodere la testa del malcapitato. Shuya e la sua classe viene scelta per il Progetto BR e inizia
una lotta per la sopravvivenza, gli amici di un tempo diventano nemici spietati. Mentre il tutto si
svolge nel modo più tragico, Shuya si allea con Tamada e Narusegawa e insieme decidono di sconfiggere
questa imposizione degli adulti e salvarsi la vita, anche se anche loro hanno quel collare intorno al collo…..
Finalmente ho trovato il dvd in un supermercato e non ho potuto fare altro che acquistarlo per poi
vederlo il giorno seguente. Premetto che ho letto prima il libro quindi già non mi aspettavo molto da
questo lungometraggio, però purtroppo le mie pochissime aspettative si sono infrante miseramente.
Quello che stona e rovina a mio avviso il film è la recitazione degli attori, pietosa, senza nessuna
preparazione, interpretazioni del genere personalmente le approvo solo a chi ha appena iniziato a
studiare come attore. Subito dall’inizio si nota questa scarsità, nemmeno la presenza di Takeshi Kitano
aiuta il film. La trama invece è stata un po’ stravolta, mantenendo alcuni combattimenti fedeli al libro,
però questa versione alternativa dona un tocco di poesia al film, soprattutto all’inizio e alla fine del
lungometraggio, dove il maestro Kitano diventa l’emblema della società morente degli adulti. I combattimenti
tra gli studenti non sono per niente male, a parte la recitazione ovviamente, schizzi di sangue si notano
ogni tanto qua e là, però si possono gustare tranquillamente. Personalmente, nonostante le mie poche
aspettative, trovo in questo film una brutta versione dell’opera letteraria originale, peccato, poteva
essere un grande film. Comunque lo consiglio per chi come me ama il cinema giapponese in tutte le sue
sfaccettature, contenti o no della visione rimane sempre un opera da gustare, sempre.
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